
Chi c’è dietro Balif
Una storia nata sulla riva
Sono cresciuta in un piccolo paese di mare, dove le estati profumano di sale e di fichi maturi. Da bambina riempivo le tasche di conchiglie, sassi levigati e pezzetti di vetro smerigliato dal mare: piccoli tesori che sembravano avere una storia da raccontare.
Anni dopo ho scoperto l’argilla, e con lei un modo per trattenere quei ricordi. Balif è nato così: su un tavolo da lavoro vicino alla finestra, con il rumore delle onde in sottofondo e le mani sporche di terra.
Ogni gioiello è fatto interamente a mano, in piccole quantità. Le forme, gli smalti e le imperfezioni raccontano il mare così come lo vedo io: calmo, luminoso, mai uguale a se stesso.
— con amore, Balif
Ispirata dal mare italiano
Il blu profondo del largo, il turchese delle calette, il rosa del corallo e il colore caldo della sabbia al tramonto. Le mie palette nascono dalle passeggiate lungo la costa, con un quaderno di acquerelli sempre in borsa.
Come nasce un gioiello
Dal pane d’argilla al gioiello finito passano circa due settimane.
- 1

Modellare
Stendo l’argilla e la modello a mano, una forma alla volta: onde, conchiglie, stelle, ciottoli. Poi la lascio asciugare lentamente per diversi giorni.
- 2

Cuocere
La prima cottura, a circa 950°C, trasforma l’argilla in biscotto: la ceramica diventa solida e pronta ad accogliere lo smalto.
- 3

Smaltare
Applico gli smalti a pennello, spesso in più strati. Una seconda cottura ad alta temperatura fonde i colori e crea sfumature sempre diverse.
- 4

Assemblare
Infine monto a mano ogni pezzo con componenti anallergici in acciaio inossidabile o placcati oro, controllandolo uno per uno.
